News inserita in data: 06/05/09
ASSICURAZIONI E SISTEMA ITALIA
In Piazza Affari il 1° convegno di settore organizzato dal "Giornale delle Assicurazioni"
Ieri, a Palazzo Mezzanotte, Newspaper Milano, l’editore del “Giornale delle Assicurazioni” ha organizzato la prima edizione del convegno “Assicurazioni e Sistema Italia” intitolato al ruolo che il comparto assicurativo potrebbe/dovrebbe giocare nel rilancio dell’economia reale.
Carichi di aspettative, ci attendevamo di sentir parlare di:
- puntualità e snellimento dei processi di gestione e liquidazione dei sinistri;
- stabilità delle tariffe, in un contesto di sforzo ulteriore per conferire al mercato maggiore concorrenza e mobilità;
- mantenimento o, perché no, aumento delle capacità assuntive in termini sia di limiti che di condizioni;
- possibilità di 'sponda finanziaria', pur nei limiti dei regolamenti, della correttezza gestionale, della tipicità dell’industria assicurativa;
- spinta all’innovazione; di prodotto, volta a soluzioni sempre più coerenti alle esigenze dell’impresa cliente; di processo, concretizzando la facilità di dialogo, comprensione e reciproco scambio tra gli attori del comparto e tra operatori e utenti;
- contributo alla stabilità dei mercati finanziari, data la massa finanziaria gestita dalle imprese di assicurazione;
convinti che se ci debba essere un contributo alla ripresa allora dovrebbe essere relativamente tempestivo ed avere come destinatario naturale l’impresa di produzione (in coerenza al titolo della tavola rotonda) allo scopo di promuoverne il rilancio in tempi brevi.
L’unica rappresentante del mondo imprenditoriale presente al convegno (purtroppo anche part-time, ha dovuto lasciare la discussione subito dopo il suo intervento, per altri impegni), Federica Guidi, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha lanciato qualche richiesta, di respiro generale, rappresentata dalla semplificazione normativa, dall’accesso al credito e da un clima di maggior collaborazione tra le parti, in uno sforzo comune che porti ad un virtuosismo capace di spinte evolutive, di innovazione, di crescita, confermando che la gestione del rischio può rappresentare per le imprese un fattore critico di successo.
Ma non abbiamo udito molte risposte…
Gancarlo Giannini, presidente dell'ISVAP, ha piuttosto portato una difesa della sua Authority che ha saputo contenere i danni della crisi finanziario-speculativa, che ha svolto il suo lavoro di regolatore (emanati 24 regolamenti), puntando sulla specificità dell’attività assicurativa soprattutto in relazione alle tentazioni delle ‘sirene’ finanziarie.
L'ANIA, tramite il suo presidente, Fabio Cerchiai, partendo dall’idea di sistema e partnership tra gli operatori del comparto finisce poi per promuovere un ampliamento del mercato assicurativo favorito dall’arretramento del Pubblico nei settori della previdenza, della sanità, delle calamità naturali, dell’assistenza e non manca di chiedere anche il ‘solito’ alleggerimento normativo.
Spunti interessanti ci sono stati, ci riferiamo:
- al programma di un data base sinistri (sulla scorta di una centrale rischi) per facilitare la lotta alle truffe,
- alla introduzione del metodo e della cultura proprie dell’attività del risk manager cui però deve fare il paio una nuova classe di underwriter capaci di analizzare (e quotare di conseguenza) sistemi, processi e strumenti di gestione del rischio, in un contesto di politiche di sottoscrizione indirizzate anche a soluzioni non standardizzate e con una vision di più lungo periodo,
- alla valutazione della presenza di un riassicuratore italiano,
- alla proposta di porre più attenzione ai concetti di good governance e responsabilità sociale quali nuovi parametri di una gestione aziendale più moderna ed efficace.
Ci pare importante sottolineare anche l’alarm segnalato dai broker sul pericolo di un generale scadimento delle coperture assicurative che potrebbe far seguito alle politiche di riduzione dei costi attuate dalle imprese in un momento di flessione.
Buone idee, certamente, che però presentano:
- un difetto, tempi di reazione lunghi o comunque non utili alla causa della ripresa economica;
- un vizio, la focalizzazione dell’obiettivo sul miglioramento, a tendere, del settore assicurativo, che, pur condivisibile, in prospettiva, (di nuovo) non gioca alla causa del sostegno attuale del settore produttivo.
A nostro avviso, si avverte l’assenza dell’impresa nell’economia della discussione che partendo dall’analisi della situazione attuale delle aziende, del loro status e dei loro bisogni, avrebbe avuto più facilità a sviluppare un percorso logico nel quale ogni attore del comparto assicurativo avrebbe meglio valorizzato il suo contributo di idee, proposte, anche di criticità, realizzando concretamente quell’ottica di sistema tanto richiamata nel corso del dibattito ma poi seccamente smentita sul finire del workshop pomeridiano dove sono emerse le difficoltà di dialogo (e le differenze di obiettivi) tra le diverse categorie.
Fonte - MILANOWEB.COM
Link alla notizia: link
|
 |